OLIMPIADI INVERNALI E CINEMA: IN VIAGGIO VERSO MILANO-CORTINA 2026
- maximminelli
- 15 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Ci siamo quasi!
L’evento sportivo più importante dell’anno restano i Campionati Mondiali di calcio “triamericani”, che allieteranno – si spera – l’inizio dell’estate fino a luglio inoltrato. Subito dopo, però, lo sguardo di milioni di persone è già puntato su un altro appuntamento globale: Milano–Cortina 2026.
Il conto alla rovescia corre veloce e mancano poche settimane alla Cerimonia d’Apertura dei XXV Giochi Olimpici Invernali, che si svolgerà nella cornice della Scala del calcio: lo stadio Giuseppe Meazza, il mitico San Siro.

Per la terza volta l´Italia ospita le Olimpiadi „bianche“, dopo la stessa Cortina d´Ampezzo (1956) e giusto venti anni dopo Torino. Un onore (e un onere) che il nostro Paese ha assunto e che, sicuramente, sarà una vetrina per l´intero movimento sportivo nazionale. E non solo.
Un evento così carico di simboli, aspettative e memoria non poteva restare fuori da questo blog. Ed è da qui che nasce una domanda tanto semplice quanto affascinante: che rapporto ha avuto il cinema con le Olimpiadi invernali?

Come per i Giochi estivi, il legame tra la Settima Arte e le Olimpiadi della neve è altrettanto stretto. È una relazione che affonda le sue radici nelle prime edizioni dei Giochi invernali, inaugurati nel 1924, e che attraversa decenni di cinema, generi e immaginari. La seconda edizione a Saint-Moritz è stata immortalata da un celebre documentario, Lo stadio bianco (Das weiße Stadion), di Arnold Fanck, che racconta le imprese di alcuni degli atleti più rappresentativi dei giochi invernali e testimonia l´atmosfera ancora festosa e quasi circense della manifestazione.
A partire dalla prossima settimana, quindi, prenderà il via una rassegna “bianca” che attraverserà fiction e realtà, grandi produzioni e film meno conosciuti. Sullo schermo compariranno attori di primo piano come Robert Redford, Margot Robbie, Gene Hackman, Kurt Russell, Taron Egerton e Hugh Jackman. Accanto a loro, storie ispirate a vicende reali racconteranno imprese leggendarie, sconfitte brucianti e trionfi inattesi, con protagonisti diventati eroi olimpici spesso contro ogni pronostico.

Ho scelto invece di lasciare fuori le prove cinematografiche di due grandi campioni olimpici italiani dello sci alpino: Gustav Thöni e Alberto Tomba. Di Alberto “La Bomba” molti ricordano il clamoroso insuccesso del film che lo vide protagonista, Alex l´ariete (2000) ormai entrato di diritto nella mitologia degli orrori cinematografici. Thöni, al contrario, si era messo davanti alla macchina da presa per una pellicola di ambientazione puramente sciistica, Un centesimo di secondo (1981), diretta da Duccio Tessari, oggi recuperabile – per i più curiosi e appassionati – anche su YouTube. Su entrambi questi film tornerò più avanti.
Non mancheranno, inoltre, chicche e sorprese provenienti da Paesi poco associati all’immaginario delle Olimpiadi invernali: film inattesi, produzioni laterali, sguardi periferici che arricchiscono e complicano il racconto, offrendo prospettive nuove e spesso sorprendenti.
Appuntamento alla prossima puntata
Il primo post della serie arriverà fra breve.
Cinema, sport, neve, sogni e cadute: il viaggio verso Milano–Cortina 2026 comincia da qui. ❄️🎬









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